Chi osserva, quando osservi?
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Scegli un oggetto vicino. Per qualche istante descrivilo senza nominarlo: un bordo, una superficie, una zona di luce. Poi torna al suo nome. Che cosa cambia nel modo in cui lo guardi?
Questo esercizio propone una domanda sull’esperienza in prima persona. La descrizione di un oggetto e l’esperienza di incontrarlo sono due punti di partenza diversi per una riflessione. Puoi confrontarli senza dover decidere subito che cosa sia la coscienza.
Nel nostro atlante, osservare significa anche accorgersi delle parole con cui organizziamo ciò che incontriamo. L’esperienza resta personale: queste poche righe non sono una misurazione né una teoria scientifica della mente.
Che cosa resta della tua osservazione prima di darle un nome?